L’arrivo di Rodrigo Mora ha aggiunto un nuovo concorrente nel reparto offensivo della Roma. Tuttavia, per Matías Soulé non significa necessariamente una bocciatura.
Il primo esame per Soulé
Pagine Giallorosse (G. Rufino) – Le indicazioni arrivate alla vigilia di Fiorentina-Roma hanno acceso il confronto. Gasperini ha provato Rodrigo Mora insieme a Paulo Dybala alle spalle di Donyell Malen, con Soulé tra le alternative. Una scelta che non rappresenta ancora una gerarchia definitiva, ma che racconta la concorrenza presente nel reparto. E qui cambia la prospettiva su Soulé. L’argentino non deve più soltanto convincere l’allenatore di avere talento: deve dimostrare di poter essere funzionale al calcio di Gasperini. Mora parte con l’entusiasmo del nuovo acquisto, Dybala rappresenta una certezza tecnica e Malen arriva da una stagione da protagonista. Soulé, quindi, deve trovare il modo di ritagliarsi spazio in un reparto nel quale la qualità non manca.
Gasperini lo conosce già
Il vantaggio di Soulé, però, è importante: Gasperini sa già cosa può dargli. L’allenatore ha lavorato con lui per tutta la scorsa stagione e ne ha accompagnato la crescita. Inoltre, Soulé ha caratteristiche che possono tornare molto utili. Sa ricevere tra le linee, cercare l’uno contro uno e rientrare sul mancino. Tuttavia, nel calcio di Gasperini deve garantire anche continuità, intensità e partecipazione alla fase senza palla. È probabilmente questo il passaggio decisivo della sua evoluzione. Il talento non basta più: deve diventare affidabilità.
Una concorrenza che può farlo crescere
Il rischio, naturalmente, è che l’arrivo di Mora riduca il suo spazio. La Roma ha già Dybala, Malen e Castro e continua a valutare altri profili offensivi. Soulé deve quindi accettare una competizione molto più forte rispetto al passato. Ma proprio questa concorrenza può diventare un’opportunità. Gasperini ha dimostrato di non regalare il posto a nessuno. Mora può partire davanti oggi, ma non significa che lo sarà domani. Soulé ha ancora tutta la stagione per cambiare le gerarchie e dimostrare di essere parte del progetto. La sfida, quindi, non è contro il giovane portoghese: è contro i propri limiti. Se riuscirà a diventare più continuo e concreto, Gasperini avrà un altro giocatore da utilizzare nei momenti decisivi. E per una Roma che vuole competere in Champions, avere un Soulé convincente in più potrebbe valere quasi quanto un nuovo acquisto.